La Villa Comunale

Importante monumento nazionale di Cittanova è la Villa Comunale. Denominata il “Salotto Verde” di Cittanova, e fatta realizzare alla fine dell’ ‘800 dall’allor sindaco Carlo Ruggero su progetto dell’ingegnere-agronomo svizzero Enrico Fehr, rappresenta un concreto e riuscitissimo esempio di unione vegetale tra specie botanicamente ed ecologicamente distanti tra loro. La Villa, che occupa un’area di 2,5 ha ca., si può considerare scissa in due parti: 1) la Villa propriamente detta, all’interno della quale si trovano: il busto di Carlo Ruggero, il monumento al letterato Alberto Cavaliere, entrambi opere dello scultore Alik Cavaliere; una statua bronzea dedicata ai caduti, realizzata dall’artista Michele Guerrisi; 2) i giardini esterni, costituiti da quattro triangoli separati tra loro da due vialetti incrociati, al centro dei quali campeggia una grande fontana. Collocata in un’area con terreno profondo e umidità ambientale relativamente alta, essa gode di condizioni di suolo e di clima cha hanno consentito lo sviluppo di una vegetazione rigogliosa delle essenze tipiche della fascia mediterranea, di cui il leccio, il pino domestico, l’alloro e il corbezzolo sono i più tipici rappresentanti. Anche essenze di flore esotiche si sono affermate con sorprendente successo. Nella Villa, infatti, vegetano e raggiungono grandi dimensioni maestosi cedri del Libano, cedri dell’Atlante e le Sequoie della California, esemplari pressocché unici in Italia. Dalla parte orientale del Nord America proviene il Liriodendron Tulipifera, l’albero dei tulipani, mentre alla flora dell’india appartiene la Gerstroemia Indica, uno dei quali ha raggiunto dimensioni insolite per questa specie. Il Viale che limita la Villa verso i cancelli d’ingresso è fiancheggiato da due filari di una pregiata essenza del Nord , la Quercia rossa, mentre le Palme delle Canarie ornano la parte del giardino ove è ubicato il busto di Carlo Ruggero. Una forte impronta scientifica è offerta alla Villa da esemplari di Cycas Revoluta. Simili alle palme nell’aspetto, sono in realtà molto differenti dal punto di vista evolutivo, poiché risalgono al Giurassico e sono dunque testimoni di quella antica flora. Altro esemplare particolare e la Ginkgo Biloba, pianta arcaica scoperta nel 1770, quando gli studiosi la ritenevano del tutto estinta. Ovunque sono presenti notevoli esemplari di azalee e di camelie, alcune delle quali a precocissima fioritura. La parte che fa da cornice a questi due ambienti è costituita da un’imponente serie di alberi di grande mole, tra cui primeggiano i lecci del viale a monte e le sequoie del versante a Nord. Entro questa cortina di verde, gli elementi volumetrici più imponenti sono costituiti da pini. Questi meritano un’attenzione particolare dal momento che sono frequentissimi i tronchi bifidi o plurimi, i quali, se da un punto di vista tecnico sono da considerarsi meno durevoli dei tronchi unici, colonnari, sul piano estetico raggiungono sorprendenti effetti di monumentalità. L’idea di base del progettista della villa è stata quella di accogliere il visitatore con un insieme tipico del giardino italiano rinascimentale, con siepi di bosso impreziosite da qualche volume sviluppato su linee verticali. Si tratta certamente di un “unicum” ambientale e naturalistico di grande valore, un orto botanico di eccezionale bellezza e rarità , il più imponente polmone verde della piana di Gioia Tauro e per quanto detto tutelata ai sensi degli artt.1 e 4 della legge 1.06.1939, e dunque sottoposta a tutela monumentale Data la varietà delle specie botaniche ivi raccolte, la visita alla Villa è consigliata in tutte le stagioni.

Comune di Cittanova

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